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 corno cervo 
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Iscritto il: 09/12/2010, 22:17
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Per ciò che riguarda le aste, non è detto che fossero solo canne. Il fatto del codolo lungo è intuitivamente plausibile per canne di fragmite o arundo, ma anche aste da pollone con midollo tenero (ad es sanguinello) vanno benissimo. Purtroppo non ci sono reperti contestuali, nemmeno tracce. Tieni conto che nel sito di Montale sono stati ritrovati numerosi frammenti di (probabili) archi di Acero campestre.


04/09/2017, 23:08
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Iscritto il: 09/12/2010, 22:17
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Ciao Oliviero,

la sperimentazione balistica a cui mi riferivo nel post di prima è stata una lunga serie di sessioni per verificare la durabilità e l'efficacia terminale su bersagli animali e bersagli protetti da cuoio bollito e strati di tessuto di lino, più o meno compressi. Naturalmente non erano solo le punte in palco ad essere sperimentate ma anche quelle in selce coeve e contestuali alla stratigrafia corrispondente a quelle in palco e qualcuna anche in bronzo, per comparazione. Era il 2002, se trovo da qualche parte il materiale posso estrarre qualcosa di "numerico"... che non fu pubblicato, ma la cosa più importante sono stati i dati ricavati dagli "effetti collaterali".

Tra questi, la risposta ad una mia perplessità preliminare. Dopo aver esaminato dettagliatamente una quarantina di reperti, mi sembrava assurdo il ricavare una punta in palco con il corpo portante (quello corrispondente all'asse della punta - codolo) dalla zona più debole della materia prima. Il codolo di esse era ricavato dalla parte spugnosa del palco; in alcuni casi erano ricavate da stanghe di animali maturi e grossi, con una parte preponderante di parte spugnosa (ovviamente la struttura della parte spugnosa, più si avvicina all'asse della stanga, è ancor meno densa). Conseguenza, la puntina ricavata risulta strutturalmente molto debole, proprio nella connessione con l'asta.

Dopo aver riprodotto un centinaio di puntine di varia foggia (sia semplici a sezione quadra che quelle arzigogolate con alette) e averle immanicate, i test di impatto confermarono questa mia ipotesi: quasi tutte le punte, impattando con la protezione anelastica del bersaglio penetravano e si rompevano, più dell'ottantacinque per cento delle punte fatte così. Se la punta fosse stata ricavata dal "guscio" del palco (utilizzando stanghe grosse) le cose sarebbero state molto diverse...infatti i test comparativi rivelarono solo un 18% di rotture. Quindi?

Dopo un po' di ragionamenti la risposta ci fu chiara: non si trattava di un fenomeno secondario irrilevante, ma di una probabile conseguenza tattica voluta. La parte spugnosa del palco è un ricettacolo di germi. la permanenza della punta rotta nel corpo del bersaglio umano era un sicuro vettore di setticemie.

Per farla breve, meglio ferire e inguaiare il nemico con un alto numero di disabilitati al combattimento che utilizzare le più "costose" punte di freccia in bronzo, anche se in in grado di provocare rapide emorragie mortali. L'organizzazione del conflitto viene influenzata maggiormente da un alto numero di ferimenti (che necessitano di "strutture di ricovero" e persone che si occupano di curare, ammesso che ci fossero) che non da morti potenziali immediati. Una concezione di economia nel warfare molto moderna e micidiale.


05/09/2017, 1:11
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Iscritto il: 09/12/2010, 22:17
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una puntina in fase di ultimazione, ricavata da un piccolo palco di cervo giovane e molto più resistente rispetto ad un palco "anziano".


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05/09/2017, 1:23
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alcune varianti con alette, riprodotte. Notate l'asse della punta e il codolo spugnoso!


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05/09/2017, 1:36
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Iscritto il: 12/06/2016, 8:06
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Incredibile!
Si erano già inventati una specie di Hollow Point, una freccia con punta semi vuota a frammentazione controllata capace non tanto di uccidere per forza immediatamente, quanto efficace nel rendere l'avversario non operativo e bisognoso di assistenza.
Con una freccia ne fermi due, il ferito e chi lo deve portare al riparo.
Assai sofisticati questi "primitivi".

Grazie.


05/09/2017, 3:31
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Iscritto il: 30/01/2012, 23:04
Messaggi: 605
sicchè si esclude categoricamente l'uso per la caccia? E la pesca l'avete presa in considerazione? Anche in quel caso se la punta si rompe dentro è meglio, o no?


05/09/2017, 21:39
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Iscritto il: 09/12/2010, 22:17
Messaggi: 163
per Ligera: queste punte sono efficienti per l'uso bellico senza dubbio, ma sono assolutamente inadatte per la caccia o la pesca per il loro profilo contenuto. Si sono rivelate valide per forare le protezioni dei guerrieri (che a quel tempo non utilizzavano metalli) non contano sull'ampiezza del canale della ferita (emorragia) e hanno quel qualcosa in più che ho descritto (vantaggio tattico).

in pesca, un dispositivo "raffinato" come queste è inadatto: le punte descritte non hanno alcun sistema per assicurare una sagola per il recupero, e sono troppo leggere. Le punte in osso (o in palco) da pesca (i cosiddetti arponi) son ben più voluminosi e caratterizzati nella forma.

In caccia, far morire una preda per setticemia è assurdo, un cervo impiegherebbe giorni a morire e nel frattempo potrebbe fare chilometri.
Nei test, sulle medesime protezioni, le punte in selce hanno assolutamente fallito. Quelle in bronzo si sono rivelate abbastanza valide, ma il loro costo (e la rarità dei reperti rinvenuti nel contesto) fanno pensare che non avessero larga diffusione. Viceversa, le punte in selce sono efficacissime in caccia, tant'è che sono state utilizzate fino al bronzo finale. Nelle Terremare sono abbastanza comuni, alcune di esse hanno profili particolari molto interessanti come quella che descrivo qui:
https://www.academia.edu/434794/Brizzi_V._2005_Un_Processo_Di_Ingegneria_Inversa_Sulla_Cuspide_In_Selce_Di_Tabina_:


05/09/2017, 22:29
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