Messaggi senza risposta | Argomenti attivi Oggi è 04/06/2020, 14:41



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 spine corretto , esigenza o mito ? 
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Iscritto il: 30/06/2010, 13:12
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Località: pozzo della ignoranza
Buongiorno a tutti ,
era una "roba" a cui pensavo da un po' di tempo , visto il periodo e la disponibilità di tempo ho pensato di fare qualche prova .
Semplice curiosità non reale necessità ,
Il contesto iniziale :
archi in legno da 62# e 70# rispettivamente maclura e tasso
Quelli che uso abitualmente, le frecce che utilizzo sono in cedro 11/32 , 45-50# , quindi spine da 0.578 a 0.510 e se "mi ricordo come si fa" :-) ( rilascio "pulito" e "dinamico" ) sono sufficientemente precise .
Consapevole di usare aste considerate "morbide" ho approfittato della quarantena per fare qualche esperimento che ha avuto esiti sorprendenti
Il mio "spacciatore" di fiducia mi ha fornito aste da 50-55, 55-60 e 60-65
quindi ampliando complessivamente i valori di spine da .578 a .400.
Per una coincidenza fortunata il peso delle nuove aste corrisponde +/- a quello delle preesistenti ; circa 10 grani/inch )
Il test di tiro dicevo ha dato risultati sorprendenti
( ho scelto di vivere in campagna quindi gli spazi per tirare non mi mancano , non odiatemi per questo )
Alle distanze corte , fino a venti metri le nuove impattano con le altre senza differenze visibili , alla bandiera , anzi allo "scopos" bizantino , descritto da Publio Flavio Vegezio Renato nel "de re militari nel V secolo
( un fascio di canne messo in verticale a 80-90 mt. , ( lo scopo non è prenderlo anche se ogni tanto succede , ma di lavorare sul rilascio per contenere le dispersioni , sia laterali che in profondità ) le dispersioni fra frecce "vecchie" e "frecce nuove" hanno contraddetto la teoria che vorrebbe le une a destra e le altre a sinistra ( se le "morbide finiscano col raggrupparsi a destra o a sinistra è tuttora in corso un dibattito che probabilmente era già in corso ai tempi di Publio Vegezio :-)
Le frecce di spinè diverso , con punta e impennaggio uguali sono atterrate random senza preferenze per alcun lato .
Prossimamente ho intenzione di fare la controprova cercando un rilascio rigido e statico
nel frattempo mi piacerebbe conoscere la vostra opinione .


29/03/2020, 18:47
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Iscritto il: 09/12/2010, 22:17
Messaggi: 179
jeval ha scritto:
Buongiorno a tutti...
....nel frattempo mi piacerebbe conoscere la vostra opinione .


Ciao Bruno, sai come la penso. Hai fatto bene a fare il test, ed è un argomento che mi è sempre stato a cuore. Prendo l'assist al volo.
Fa parte di quell'insieme di condizionamenti (criminali) a cui la scuola contemporanea (del tiro con l'arco, per non dire tutta la nostra cultura occidentale) non ha mai fatto nulla per aiutare allenando il senso critico.

I punti (IMHO) sono principalmente due:
1) l'aspetto della tecnica che ha invaso la materia in modo tipicamente occidentale dando un grande peso al tecnicismo e togliendolo all'uomo, condizionando la metodologia del tiro ad una serie di passaggi obbligati e servendo sul piatto d'argento un "prodotto convenzionale" sportivo bell'e pronto e snaturando la Storia;
2) l'aspetto commerciale dei gizmo tecnologici - unitamente all'incremento del "potere" della casta dei tecnici che utilizzano le "parole chiave"che li rendono indispensabili - che hanno tutto l'interesse a mantenerlo. Capisco ahimé ciò avvenga più facilmente negli sport di massa con tecnici ben pagati, ma nel nostro...mah... il potere della cadrega, allettante solo per i poveri di spirito.

Io ho sempre sostenuto che il problema "spine" è nella sua accezione minima è una "problema della mente". Per accezione minima intendo intervalli discreti tra freccia morbida/rigida, in un range di più o meno 4 intervalli (ad es. se la teoria prevede come freccia ideale una classificata "X", posso spaziare tra X+1,, X+2, verso la fascia più rigida e X-1, X-2 , verso la fascia più morbida.

Come?
semplicemente perfezionando l'assetto e conseguentemente il rilascio.

Se io considero lo spine (e il peso, il diametro, l'impennaggio, il F.O.C.) come parametri compulsivamente essenziali, anzi vitali...e consulto le tabelle o mi faccio consigliare dal guru di turno, la mia diventa un ossessione con cui carico le mie tensioni, dimenticandomi completamente l'influenza della variabilità tra un rilascio in espansione "liquido" e un rilascio statico o peggio ancora, strappato . In definitiva, mi faccio prendere la mano da un ragionamento meccanicistico autoricorsivo, ed entro in un loop devastante che può portare (forse) a conseguenze pestifere.

Qui deve venire in aiuto è la calma, e la riconfigurazione dei propri obiettivi.
a) Alimentare il senso critico e provare (come hai fatto tu), nella piena consapevolezza e lavorando sui fondamentali (assetto, rilascio);
b) oppure eseguire, con l'aiuto di un compagno, dei "blind test" dove ti viene messo a dsiposizione un fascio di frecce uguali in apparenza ma diverse nella sostanza. Se il problema è il raggruppamento è la rosata, facilmente i paradigmi negativi svaniscono ed aumenta la fiducia su sè stessi.

Un buon punto di partenza. Come direbbero gli Alchimisti, Solve et Coagula


30/03/2020, 15:55
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Iscritto il: 13/12/2010, 18:13
Messaggi: 2377
Località: Genova - Prata Veituriorum
"che non sia così morbida da schiantarsi al rilascio....
Che non sia così dura da estirparti la pelle della mano dell'arco "
(se tiri a presa mediterranea)
Poi è l'arciere che si adatta....

definizione dell'arciere :
"colui che, prendendo dal mucchio un arco e tre frecce.... alla terza becca la preda a 20 metri..."
CIaooo


04/06/2020, 12:08
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