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 Come San Tommaso.... ( mastice di pino ) 
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Iscritto il: 13/12/2010, 18:13
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Che non ci crede se non cimette il naso....
Mi sono sempre chiesto ... Ma perchè la pece di betulla per attaccare le penne e non la resina di pino che e' bella appiccicosa e di facile estrazione (basta rompere un rametto.... e quella cola che e' una meraviglia....) ?

Durante l'ultima escursione, non pago del ramo di castagno (che sta stagionando...) sul ritorno ho raspato un po' di resina dai tronchi dei pini (non so quale sia la varietà... sono di quelli ad ago lungo , sicuramente non sono pini marittimi... Vennero piantati dopo l'ultima guerra perchè la vegetazione spontanea dei monti intorno a Genova (lecci, macchia mediterranea, olmi, castagni etc.) era stata rasata via allo scopo di scaldarsi e cucinare "durante" gli ultimi due inverni della guerra...Almeno i vecchi raccontano così).
Ed ecco la resina nel pentolino, che comincia a sciogliersi....

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Quando si e' ben liquefatta, ho cominciato ad applicarla sul legno epoi a premere sopra la penna

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Ci ho anche incollato la punta, come fosse colla a caldo...

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Ho notato che, sebbene da "fresca" risulti abbastanza morbida, quando viene sciolta e si raffredda, la consistenza e' quasi cristallina... probabilmente si vaporizza qualcosa oppure avviene una reazione di polimerizzazione...
Diventa MOLTO cristallina . Tanto che poi, tirando la freccia...

Immagine

La punta ha invece resistito "bene"...


17/03/2011, 15:38
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Iscritto il: 17/03/2011, 0:24
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salve a tutti,
ciao nitopi,
è forse collegabile al fatto che riscaldandola si elimina l'umidità in essa contenuta?
Dicendo una ca...ta, se si dovesse aggiungere un pò di olio di lino mentre la si riscalda non migliorerebbe?
raff


17/03/2011, 15:58
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Ho gia' un po' di provette che vorrei fare ....
Magari anche con la cera....

Ciao


17/03/2011, 16:45
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prova con queste proporzioni (in peso):

60% resina
20% cera vergine d'api
20% carbone vegetale macinato fine (oppure ocra)

le percentuali dovrebbero variare in base al clima (+caldo, - cera)

per climi caldi, l'ocra (terra ocrosa) è decisamente meglio (innalza la temperatura di fusione del composto) e più è pura meglio è.


17/03/2011, 18:59
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Grazie Vittorio.
La percentuale in peso o in volume dovrebbe essere piu' o meno lo stesso... Tutta roba leggera...

Carbone di legna=carbonella da barbeque potrebbe andare??
(la macinazione mi fa un po' rabbrividire ... ma devo avere da qualche parte un vecchissimo mulinex da caffe....)

Ciao
Lcua


17/03/2011, 19:02
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la macinazione normalmente va fatta col pestello...e mortaio. La macinatura del carbone andrebbe fatta accuratamente, fino ad ottenere una polvere impalpabile,
La carbonella da barbeque va egregiamente. Importante è seguire bene le fasi: prima scogli la resina, appena cambia colore e vira al bruno/nero aggiungi il carbone. Lascia amalgamare bene e poi alla fine aggiungi la cera.

precauzioni::
la resina, più la riscaldi più la depuri dai terpeni, e meglio va. Ma attenzione, quando vedi "fumi inquietanti" che escono dal pentolino, occhio che sta per prendere fuoco. Il primo fumo, quello meno denso, per pochi secondi, è il segnale per aggiungere il carbone e abbassare un po' la fiamma...

Dimenticavo..io una volta son finito all'ospedale intossicato..quindi, fanne poca alla volta e in luoghi aerati!


17/03/2011, 19:13
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questa miscela è ottima per i nostri climi ma ottima per fissare le punte.
le poche volte che ho provato con le penne non ho avuto grandi successi al confronto del bitume,piu appicicoso e da il tempo per sistemare(non uso impennatore) e legare l'impennaggio.....


17/03/2011, 19:33
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non ci sono infatti riscontri archeologici di impennaggi incollati con resina di pino, solo betulla. Il suo problema è proprio quello di indurire molto in fretta.


17/03/2011, 19:36
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Località: castrum externum
io mi trovo cosi bene a legarle con solo tendine e funzionano che è una meraviglia!!!mio parere PERSONALE il confine del bitume è il sud delle alpi(insediamenti palafitticoli) x piu motivi
carenza di betulle,clima piu caldo e meno umido e freddo(portare frecce impennate con bitume nella faretra al caldo equivale a ritrovarsi le penne tutte smer.....INCATRAMATE)


17/03/2011, 19:50
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al di la' delle tue più che lecite e conosciute esperienze, da un punto di vista prettamente "adesivo" pare che, come il bitume, nulla in natura ci sia. Diversi metodi per produrla, basati tutti sulla pirolisi della corteccia della betulla, possono portare a diverse caratteristiche adesive e plastiche, in funzione della densità, adatte per unire le punte alle aste (o asce/accette al manico) o le penne all'asta.

Come scrivevo, non si hanno riscontri archeologici per impennaggi con resina di pino (almeno per la preistoria, in tempi più moderni non so)...
Il clima "da betulla", nordico e montano, condiziona non poco la scelta adattativa per trovare un collante che unisca le aste alle penne...come, peraltro, c'è da dire che il medesimo clima favorisca la formazione delle torbiere, che a loro volta sono i migliori sistemi conservativi per i residui organici... trovi le frecce o frammenti di esse solo li' (o nel ghiaccio come Otzi) e quindi altre testimonianze, forzosamente sono difficili da trovare.

Attenzione, però: non si può escludere assolutamente che la tecnica della resina di pino per gli impennaggi non fosse diffusa nelle aree mediterranee calde. Solo perchè in queste aree, da 6000/8000 anni da oggi non si sono rivelate adatte a conservare reperti organici, la generalizzazione diventa pericolosa.

Personalmente ho assemblato diversi impennaggi con la resina di Pino, e alla fine...son venute bene..ma è sicuramente più brigoso. Ne fissi una (e il mastice si secca) poi devi sciogliere una zona adiacente a 120 gradi per fissare l'altra, e la prima che hai messo, ovviamente, si sposta! Ci vuole un ambiente caldo al punto giusto e molta velocità esecutiva.

E sono d'accordo comunque che due buone legature di tendine e una buona mano di colla animale fanno molto più velocemente questo "mestiere".


17/03/2011, 21:23
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